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Come installare VLC 1.1.0 su Ubuntu Lucid Lynx 10.04 tramite pacchetti .deb

Come installare VLC 1.1.0 su Ubuntu Lucid Lynx 10.04 tramite pacchetti .deb

Il noto riproduttore multimediale VLC ha introdotto con la versione 1.1.0 l’accelerazione hardware per la riproduzione di video. Questo significa che la riproduzione dei filmati sfrutta l’accelerazione grafica della scheda video, consentendo finalmente la riproduzione di filmati in HD fino a 1080p.

Le novità, in sintesi, dal sito di VLC:

  • GPU decoding on GNU/Linux, using VAAPI for H.264, VC-1 and MPEG-2
  • DSP decoding using OpenMax IL, for compatible embedded devices
  • Improved support for MKV HD, including seeking fixes, and 7.1 channels codecs
  • Support for new codecs, like Blu-Ray subtitles, MPEG-4 lossless and VP8
  • Integrated playlist in the Qt4 interface
  • Multiple views (like album art) in the playlist in the Qt4 interface
  • Faster decoding, with up to 40% speed-ups, in HD resolutions
  • First part of the Video Output core rewrite

e molto altro ancora.

Purtroppo, come ben sappiamo, Ubuntu ci mette sempre un po’ ad aggiornare i propri repository alle ultime versioni dei programmi, e VLC è uno di questi casi.

Per installare comodamente VLC tramite pacchetti .deb è sufficiente eseguire i seguenti comandi da terminale, al termine dell’esecuzione dei quali avremo VLC 1.1.0 perfettamente funzionante sul nostro sistema.

Per Ubuntu Lucid Lynx a 32 bit:

wget http://sourceforge.net/projects/linuxfreedomfor/files/VLC/vlc_1.1.0_i386.tar.gz/download
tar zxvf vlc_1.1.0_i386.tar.gz
cd vlc_1.1.0_i386
sudo dpkg -i *.deb
sudo apt-get install -f

Per Ubuntu Lucid Lynx a 64 bit:

wget http://sourceforge.net/projects/linuxfreedomfor/files/VLC/vlc_1.1.0_amd64.tar.gz/download
tar zxvf vlc_1.1.0_amd64.tar.gz
cd vlc_1.1.0_ amd64
sudo dpkg -i *.deb
sudo apt-get install -f

Fonte: Linux Freedom For Life

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Toshiba Libretto W100 – tablet dual-screen in stile Microsoft Courier

Toshiba Libretto W100 – tablet dual-screen in stile Microsoft Courier

toshiba 2100 libretto front

Toshiba riprende il concept di Courier abbandonato qualche tempo fa da Microsoft, e crea il dual-tablet W100 LIbretto.

Questo tablet dual-screen, pur non implementando le funzioni avveniristiche promesse da Courier, si basa su un’architettura da netbook di tutto rispetto (64GB SSD disk, 2GB di RAM DDR3, processore Intel® Pentium® U5400, webcam, bluetooth, wifi) e entrambi gli schermi sono multi-touch.

I due schermi sono da 7”, e consentono una risoluzione di 1024×600 ciascuno, consentono di utilizzare il Libretto sia come un classico netbook, usando uno schermo come monitor e l’altro come tastiera on-screen, sia come un ebook reader in stile Courier.

Il sistema operativo è Windows 7 Home Premium, ed è abilitata la modalità dual screen, in modo da poter visualizzare elementi differenti su ciascuno schermo.

Toshiba ha integrato la “Toshiba Bulletin Board”, ovvero un’applicazione che, visualizzata su uno dei due schermi, consente una comoda gestione di note, calendari, appuntamenti, file, email e la possibilità di fare drag-and-drop di fotografie, video, link e documenti.

La batteria di 8 celle consente una lunga durata della batteria, anche se due schermi touch-screen capacitivi ne consumano molta: ancora non è stata ufficialmente annunciata la durata effettiva della batteria).

Ecco le specifiche complete del W100 Libretto:

- Dual 7.0-inch diagonal multi-touch displays7 (1024 x 600)
- 6-mode virtual keyboard with haptic response
- Windows® 7 Home Premium operating system
- Intel® Pentium® U5400 processor1 (1.2GHz)
- 2GB DDR3 memory2
- 62GB Solid State Drive3
- 1.0 megapixel HD Webcam with Toshiba Face Recognition
- 802.11 b/g/n wireless4
- Bluetooth 2.1+EDR5
- MicroSD card slot
- One USB 2.0 port
- TOSHIBA Bulletin Board, ReelTime™ and PC Health Monitor software
- 8-cell battery
- 7.95″ (W) x 4.84″(D) x 1.2″(H)
- 1.8 lbs.6 (circa 800 grammi)

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Oracle e Iron Man 2 insegnano Cloud Computing

Oracle e Iron Man 2 insegnano Cloud Computing

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Oracle, sponsor di Iron Man 2, per spiegare alla sua clientela i vantaggi del Cloud Computing ha creato un simpatico gioco in flash che ripropone le atmosfere del film Iron Man 2. In questo gioco informativo, si chiede di rispondere ad alcuni quiz sul Cloud Computing e di ripristinare le funzionalità del computer della Oracle/Stark Industries. Nel mentre, veniamo istruiti sui vantaggi del Cloud Computing e del Grid Computing.

Divertente ed interessante!

Link al gioco

Link alla homepage di Oracle/Iron Man 2

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Intel Core i3, i5 e i7: differenze

Intel Core i3, i5 e i7: differenze

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Nel 2010 Intel ha completato la famiglia di processore Intel Core, basata sulla tecnologia Nehalem, novella microarchitettura dei processori che supera largamente in performance la precedente tecnologia Penryn.

Intel abbandona la classica numerazione basata sul numero di core del processore (Core Duo, 2 Duo e Quad-Core) optando per una semplificata numerazione in base alle performance: i3 è meno potente, destinato quindi a sistemi mobile o entry-level, i5 è di livello medio mentre i7 è il processore di massimo profilo.

La novità dei Core è la posiibilità di utilizzare la tecnologia Hyper-Multi-Threading: ovvero, ciascun Core può gestire due thread, in modo tale da raddoppiare il numero di operazioni eseguite dai core.

Il più potente dei Core, i7, possiede 6 Core, con una capacità di multi-thread di 12 thread.

Numero di Core:

Core i3:

2 Core (tutti i modelli)

Core i5:

Core i5-7xx: 4 Core

Core i5-7xxS: 4 Core

Core i5-6xx: 2 Core

Core i5-5xxM: 2 Core

Core i5-4xxM: 2 Core

Core i5-5xxUM: 2 Core

i7

Core i7-980X: 6 Core
Core i7-9xx Extreme: 4 Core
Core i7-9xx:  4 Core
Core i7-8xx: 4 Core
Core i7-8xxS: 4 Core
Core i7-8xxQM: 4 Core
Core i7-7xxQM: 4 Core
Core i7-6xxM: 2 Core
Core i7-6xxLM: 2 Core
Core i7-6xxUM: 2 Core
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EcoClap: Batteria ricaricabile ai Nanotubi con efficienza del 99%

EcoClap: Batteria ricaricabile ai Nanotubi con efficienza del 99%

Più si sente parlare della prossima generazione di batterie ricaricabili, più la nanotecnologia sembra parte integrante del caso, mentre gli scienziati lavorano per migliorare la capacità degli elettrodi nella struttura della popolare batteria chimica ricaricabile agli ioni di litio (quella dei portatili e dei cellulari, per intenderci).

I nanofili di silicio sono una possibilità eccitante per il futuro, e una soluzione corrente utilizza nano-strutture fatte di fosfato di ferro. Ma l’impresa che stiamo evidenziando oggi, la EcoloCap, ha deciso di rivisitare il nostro versatile amico: il nanotubo di carbonio.

La società ha appena diffuso la notizia che la sua Nanobatteria di Litio-X può generare un minimo di 200 ampere/ora con una sola cella (una batteria Tesla richiede 6.831 celle) a metà del costo di una tradizionale batteria agli ioni di litio econ un’efficienza del 99 per cento.

A dDire il vero, non sappiamo se la tecnologia esiste, e non avevamo mai nemmeno sentito parlare della società prima di oggi – ma se questa soluzione si dovesse materializzare, si aprirebbe una lotta di mercato che avrebbe veramente pochi giocatori al suo interno

Fonte: Engadget

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