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Wine 1.2 stabile: ora sfrutta anche i 64-bit

Wine 1.2 stabile: ora sfrutta anche i 64-bit

Wine 1.2 è finalmente stabile e introduce una serie di funzionalità tra cui spicca il “famigerato” supporto ai sistemi a 64-bit per Linux. La feature era in cantiere da tempo. Ora le applicazioni a 32-bit vengono automaticamente reindirizzate a WoW64 per funzionare al meglio coi processori x86-64 la versione a 32-bit, com’è intuibile, non le supporta. Il core di Wine ha ottenuto anche il supporto ai symlink e agli UUID originari dei dischi in uso.L’interfaccia grafica di Wine 1.2, fra i maggiori limiti del programma, è stata rinnovata usando le icone del progetto Tango! per un’integrazione più degna col desktop environment. Il mouse supporta parzialmente le animazioni, mentre la localizzazione italiana è stata completata. Sempre parlando d’impatto grafico sono stati aggiunti i font di tipo subpixel che migliorano la vista sugli schermi LCD. Wine si sta conformando al resto del sistema.Molte novità riguardano OpenGL e Direct3D: numerose estensioni sono state implementate. Wine ora supporta l’uso del joystick anche su OS X per una migliore fruizione dei giochi nativi per Windows. A livello di compatibilità Wine 1.2 richiede l’uso dei thread NPTL su Linux ed è retro-compatibile con le versioni precedenti benché a 32-bit. Una release di tutto rispetto che si attendeva da tempo, ferma restando la necessità di programmi per Linux.

via Ossblog.

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Come installare Java su Ubuntu 10.04 Lucid Lynx

Come installare Java su Ubuntu 10.04 Lucid Lynx

Ubuntu 10.04 presenta di base un Java Environment Open Source, ovvero OpenJDK. Per quanto svolga la maggior parte dei compiti che ci si aspetta da un JRE, molti desidereranno installare la versione ufficiale Sun Java 6.

Per fare questo basta seguire questi semplici passaggi!

1) Eseguire da terminale i seguenti comandi:

sudo apt-get remove –purge openjdk-6-jre

sudo apt-get install sun-java6-jre sun-java6-plugin

sudo update-java-alternatives -l

sudo update-java-alternatives -s java-6-sun

2) Riavviare il computer.

3) Avete Java 6 installato sulla vostra Ubuntu!

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Come installare VLC 1.1.0 su Ubuntu Lucid Lynx 10.04 tramite pacchetti .deb

Come installare VLC 1.1.0 su Ubuntu Lucid Lynx 10.04 tramite pacchetti .deb

Il noto riproduttore multimediale VLC ha introdotto con la versione 1.1.0 l’accelerazione hardware per la riproduzione di video. Questo significa che la riproduzione dei filmati sfrutta l’accelerazione grafica della scheda video, consentendo finalmente la riproduzione di filmati in HD fino a 1080p.

Le novità, in sintesi, dal sito di VLC:

  • GPU decoding on GNU/Linux, using VAAPI for H.264, VC-1 and MPEG-2
  • DSP decoding using OpenMax IL, for compatible embedded devices
  • Improved support for MKV HD, including seeking fixes, and 7.1 channels codecs
  • Support for new codecs, like Blu-Ray subtitles, MPEG-4 lossless and VP8
  • Integrated playlist in the Qt4 interface
  • Multiple views (like album art) in the playlist in the Qt4 interface
  • Faster decoding, with up to 40% speed-ups, in HD resolutions
  • First part of the Video Output core rewrite

e molto altro ancora.

Purtroppo, come ben sappiamo, Ubuntu ci mette sempre un po’ ad aggiornare i propri repository alle ultime versioni dei programmi, e VLC è uno di questi casi.

Per installare comodamente VLC tramite pacchetti .deb è sufficiente eseguire i seguenti comandi da terminale, al termine dell’esecuzione dei quali avremo VLC 1.1.0 perfettamente funzionante sul nostro sistema.

Per Ubuntu Lucid Lynx a 32 bit:

wget http://sourceforge.net/projects/linuxfreedomfor/files/VLC/vlc_1.1.0_i386.tar.gz/download
tar zxvf vlc_1.1.0_i386.tar.gz
cd vlc_1.1.0_i386
sudo dpkg -i *.deb
sudo apt-get install -f

Per Ubuntu Lucid Lynx a 64 bit:

wget http://sourceforge.net/projects/linuxfreedomfor/files/VLC/vlc_1.1.0_amd64.tar.gz/download
tar zxvf vlc_1.1.0_amd64.tar.gz
cd vlc_1.1.0_ amd64
sudo dpkg -i *.deb
sudo apt-get install -f

Fonte: Linux Freedom For Life

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Seesmic Look – una finestra sul mondo di Twitter

Seesmic Look – una finestra sul mondo di Twitter

Seesmic, noto client Twitter multipiattaforma, ha recentemente rilasciato Seesmic Look, una versione studiata per Windows che introduce un’innovativa interfaccia grafica.

Seesmic Look si presenta infatti come un client twitter a “tutto schermo”, che consente una visione in diretta dei tweets tramite la funzione “Playback” .

Oltre alla funzione Playback troviamo la più classica visione “Timeline”, simile all’interfaccia di Twitter, e una funzione Alfabetica che ordina i tweets in base al nome del twitter.

Sebbene rispetto ad altri client Seesmic sia leggermente più pesante in termini di richiesta di risorse (oltre a funzionare solo su Windows, il che taglia fuori l’utenza Mac e Linux), sicuramente offre un nuovo modo di rapportarsi con Twitter e con le news in tempo reale.

Persino Bill Gates sulla sua pagina di Twitter, riferendosi a Seesmic Look, ha scritto “pretty cool“. Da provare.

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Google Chrome OS: tutti i dettagli

Google Chrome OS: tutti i dettagli

chromelogo

Finalmente oggi Google ha tolto il velo ad uno dei suoi prodotti più attesi dell’anno (forse di sempre): Google Chrome OS.

Cos’è Google Chrome OS

Chrome OS sarà il primo, vero sistema operativo in the Cloud, ovvero tutto quello che faremo su Chrome OS non sarà residente sul nostro computer bensì sarà salvato su Internet, in modo da potervi accedere sempre e ovunque.

Google si fa alfiere quindi del cosiddetto Cloud Computing, che vuole computer sempre più simili a “client” di applicazioni che girano su server esterni (come quelli di Google, appunto). Questo è estremamente interessante, dato che a questo punto non servirebbero computer sempre più potenti ma basterebbe pochissima capacità di elaborazione e poca memoria RAM, dato che il grosso dell’elaborazione avverrà sui server e non più all’interno del nostro pc.

Ecco un video esplicativo, molto carino e in classico stile Google, di cos’è Google Chrome OS:

Interfaccia di Google Chrome OS

Google Chrome OS è basato sul web browser Chrome. Si calcola che circa il 90% del tempo speso navigando su internet lo si trascorre utilizzando un web browser, quindi avere un sistema operativo che è un web browser, è il massimo per chi passa tanto tempo sul web.

L’interfaccia è infatti praticamente identica a Chrome. In alto a sinistra ci sono delle mini-tab, che sono i collegamenti rapidi alle applicazioni web-based preferite dall’utente (per esempio possono essere Gmail, Picasa, Google Docs, YouTube e così via).

Alcune applicazioni, come le chat, aprono delle finestre che possono essere minimizzate in un pannello in basso sullo schermo.

Ecco un video che presenta le funzionalità dell’interfaccia di Chrome OS (è un concept video, mostra alcune funzioni che sono ancora da implementare ma che dovrebbero essere aggiunte al momento del rilascio ufficiale):

Architettura hardware/software
Le brutte notizie arrivano in questa sezione.
Il Filesystem è criptato e auto-aggiornante, ma la partizione di root è bloccata ed è in sola lettura. Qualsiasi comunicazione con il web è criptata, tuttavia di residente sul nostro computer c’è ben poco, anzi praticamente niente.
In assoluto la notizia peggiore però è che Google Chrome OS supporta solo i dischi a Stato Solido o SSD, il che taglia fuori circa il 90% dei computer attualmente utilizzati.
Non si potrà installare Google Chrome OS su qualsiasi computer ma solo su alcuni modelli, attualmente piuttosto poco diffusi.
Google sta trattando con i produttori di portatili per spingerli a creare dei netbook “a dimensione notebook”, ovvero portatili con schermi e tastiere normali ma con specifiche hardware da netbook, quindi poco costosi, su cui Google farebbe installare GCOs: non li dovremmo vedere prima di primavera 2010.
Google ha già rilasciato in licenza Open Source il codice per Chromium OS, il sistema open source che diventerà la versione di sviluppo di Chrome OS.

Architettura hardware/software

Le brutte notizie arrivano in questa sezione.

Il Filesystem è criptato e auto-aggiornante, ma la partizione di root è bloccata ed è in sola lettura. Qualsiasi comunicazione con il web è criptata, tuttavia di residente sul nostro computer c’è ben poco, anzi praticamente niente.

In assoluto la notizia peggiore però è che Google Chrome OS supporta solo i dischi a Stato Solido o SSD, il che taglia fuori circa il 90% dei computer attualmente utilizzati.

Non si potrà installare Google Chrome OS su qualsiasi computer ma solo su alcuni modelli, attualmente piuttosto poco diffusi.

Google sta trattando con i produttori di portatili per spingerli a creare dei netbook “a dimensione notebook”, ovvero portatili con schermi e tastiere normali ma con specifiche hardware da netbook, quindi poco costosi, su cui Google farebbe installare GCOs: non li dovremmo vedere prima di primavera 2010.

Google ha già rilasciato in licenza Open Source il codice per Chromium OS, il sistema open source che diventerà la versione di sviluppo di Chrome OS.

Conclusioni

Chrome OS si presenta con tutte le carte in regola per poter sconvolgere il nostro modo di concepire non solo il web, ma anche il computer stesso. Da elaboratore a client, da strumento di produzione a finestra spalancata sul web.

Ora bisognerà attendere la data di rilascio finale per giudicare fino in fondo Google Chrome OS, tuttavia noi di Mariux Open Space siamo convinti che nel match per il dominio web anche questa volta Google abbia segnato un gran goal.

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